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102 Dlgs1022025

Gestione del rischio

Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA): cos’è e quando è obbligatorio

Il PSA è lo strumento cardine dell’approccio basato sul rischio previsto dal D.Lgs. 102/2025: analizza i pericoli lungo tutta la filiera idrica e definisce le misure di controllo. Guida completa, le 7 fasi e FAQ.

Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026 · Fonte normativa: testi ufficiali

Cos’è il PSA

Il Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA), o Water Safety Plan, è un documento tecnico che analizza i rischi lungo l’intera filiera dell’acqua — dalla captazione alla distribuzione interna, fino al punto di consumo — e definisce le misure di prevenzione, monitoraggio e intervento. È l’applicazione concreta dell’approccio basato sul rischio promosso dall’OMS e dalla Direttiva UE 2020/2184.

Quando è obbligatorio

Il PSA è previsto per i gestori del servizio idrico e per gli edifici prioritari, con aggiornamenti periodici e integrazione dei dati nella piattaforma AnTeA.

Le 7 fasi di un PSA

  1. Costituzione del team e definizione del perimetro (fonte / rete / edificio).
  2. Descrizione del sistema idrico: schema della rete, serbatoi, impianti di trattamento, terminali.
  3. Identificazione dei pericoli (chimici, microbiologici, fisici) ed eventi pericolosi.
  4. Valutazione del rischio per ogni punto della filiera.
  5. Misure di controllo e punti di monitoraggio con limiti operativi.
  6. Piani operativi, gestione delle non conformità ed emergenze.
  7. Verifica, riesame e aggiornamento periodico del piano.

PSA e Legionella

Negli edifici, la valutazione del rischio Legionella è parte integrante del PSA: temperature dell’acqua calda sanitaria, ristagni, terminali e punti critici vanno mappati, monitorati e gestiti con misure specifiche.

Chi redige il PSA

Il PSA richiede competenze multidisciplinari (impiantistiche, chimiche, microbiologiche). Negli edifici la responsabilità ricade tipicamente sul GIDI, che può avvalersi di tecnici specializzati e laboratori accreditati.

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Domande frequenti

PSA e Water Safety Plan sono la stessa cosa?
Sì. Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA) è la traduzione italiana di Water Safety Plan (WSP), il modello di gestione del rischio idrico promosso dall’OMS e recepito dalla normativa europea e italiana.
Ogni quanto va aggiornato il PSA?
Il PSA va riesaminato e aggiornato periodicamente e comunque a fronte di modifiche significative dell’impianto, di eventi/non conformità o di nuovi dati di monitoraggio. La periodicità va definita in base al rischio.
Un piccolo edificio deve avere un PSA?
L’obbligo riguarda in particolare gestori ed edifici prioritari. Per edifici semplici gli adempimenti possono essere proporzionati; per reti complesse o strutture sensibili il PSA diventa lo strumento di riferimento.
Chi può redigere il PSA?
Richiede competenze impiantistiche, chimiche e microbiologiche. Negli edifici la responsabilità è tipicamente del GIDI, che può avvalersi di tecnici e laboratori specializzati.

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