Contaminanti emergenti
PFAS e TFA nel D.Lgs. 102/2025: cosa sono e quali limiti
Il decreto rafforza i controlli sui contaminanti fluorurati: PFAS e TFA. Ecco cosa sono, chi deve monitorarli, come si analizzano e cosa fare in caso di superamento dei limiti.
Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026 · Fonte normativa: testi ufficiali
Cosa sono i PFAS
I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono composti chimici di sintesi molto persistenti nell’ambiente e difficilmente degradabili — per questo definiti “inquinanti eterni” (forever chemicals). Sono impiegati in numerosi processi industriali e prodotti di consumo (rivestimenti antiaderenti, tessuti idrorepellenti, schiume antincendio, imballaggi) e possono contaminare falde e reti idriche, con potenziali effetti sulla salute a seguito di esposizione prolungata.
Cos’è il TFA
Il TFA (acido trifluoroacetico) è un composto organico fluorurato a catena corta, considerato un indicatore di contaminazione da sostanze fluorurate e prodotto di degradazione di numerose molecole (inclusi alcuni gas refrigeranti e pesticidi). È molto solubile e mobile in acqua: il D.Lgs. 102/2025 vi pone attenzione per intercettare precocemente forme di inquinamento emergente.
Quali limiti prevede il decreto
Il decreto disciplina la somma dei PFAS e alcuni PFAS prioritari, oltre a introdurre l’attenzione sul TFA. I valori limite e le frequenze di monitoraggio sono definiti negli allegati tecnici e vanno rispettati da gestori ed edifici prioritari.
Importante: i valori numerici (µg/L o ng/L) e le decorrenze sono soggetti ad allegati e disposizioni transitorie. Verifica sempre i valori aggiornati sul testo ufficiale e le indicazioni dell’ISS prima di impostare un piano di monitoraggio.
Chi deve monitorare PFAS e TFA
- Gestori del servizio idrico lungo la rete di distribuzione pubblica.
- Edifici prioritari (scuole, ospedali, RSA, hotel, ecc.) tramite il GIDI.
Il numero di campioni dipende dalla dimensione e complessità della rete, dalla tipologia di edificio e dalla valutazione del rischio contenuta nel Piano di Sicurezza dell’Acqua.
Come si effettuano le analisi
PFAS e TFA si misurano con metodi analitici avanzati — tipicamente cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa (LC-MS/MS) — presso laboratori accreditati che utilizzano metodi conformi e garantiscono tracciabilità dei risultati. Il TFA, per la sua struttura a catena corta, richiede metodiche dedicate.
Cosa fare in caso di superamento
- Informare immediatamente ASL e autorità competenti.
- Avvisare gli utenti e, se necessario, limitare l’uso dell’acqua.
- Adottare misure tecniche: filtri specifici (carboni attivi, resine a scambio ionico, osmosi inversa), modifiche impiantistiche, sostituzione di materiali.
- Aggiornare il PSA e definire un piano di rientro con monitoraggi ravvicinati fino al ripristino della conformità.
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